in ricordo di Paolo

 
Il 18 ottobre 2019, il dottor Paolo Ravelli, dopo aver lottato come un leone, con la forza e la tenacia di sempre, ci ha lasciato.
 
Il suo ricordo, soprattutto per chi l'ha personalmente conosciuto e frequentato per anni, non può essere adeguatamente reso in poche righe, per la poliedricità che lo ha sempre caratterizzato, per le numerosissime esperienze che ha intrapreso, ma soprattutto per il forte impatto emotivo, difficile da rendere a parole, che la sua conoscenza ed amicizia ci lascia, unita ad un grandissimo sconforto.
 
Fino agli ultimi istanti della sua pienissima vita, Paolo si è sempre impegnato in quella che, crediamo, sia stata la sua vera "mission": dare il proprio contributo di Uomo vero, di  Medico e soprattutto di Amico, nell'affrontare sia i percorsi facili che le salite più erte; ha  sempre voluto infatti essere parte attiva e  condividere con veridicità i diversi momenti passati insieme, dalle ore trascorse al lavoro, alla vita quotidiana, alle serate goliardiche, alle occasioni più formali, con la semplicità, intesità e spontaneità che molti hanno conosciuto e apprezzato. 
 
Con la stessa passione, profusa in ogni percorso intrapreso, è sempre riuscito a coinvolgerci tutti, anche i più scettici, forte di un impegno sempre costante e di un entusiamo da neofita, con quell'energia che tutti noi gli invidiavamo e che ne ha fatto un tratto indelebile del suo essere e un esempio costante.
 
Ne abbiamo sempre apprezzato la sincerità, a volte impetuosa e spiazzante, che talvolta lo portava a schierasi apertamente contro, sempre però con l'obiettivo propositivo e con l'onestà morale che lo ha contraddistinto.
 
La dote più intrigante e coivolgente di Paolo crediamo sia sempre stata la volontà e la capacità, dimostrata in ogni circostanza, di essere un  vero leader, con la vocazione del "formatore" per i più giovani, non lesinando consigli e partecipando realmente alla costruzione di professionalità e competenze, condividendo in tutto le proprie esperienze e i propri limiti; tale empatia, traslata anche nei rapporti con i tutti i collaboratori e soprattutto con i pazienti,  gli ha consentito spesso di valicare il confine della diffidenza e della soggezione (che in molti induceva), trasformando spesso il rapporto in amicizia vera, sincera, senza compromessi, "mettendoci sempre la faccia".
 
La sua decennale e sempre attiva partecipazione in SIED  (con le diverse cariche di Consigliere  e Presidente Regionale, componente del CDN, membro di diverse  Commissioni e Proboviro) non è che la perfetta sintesi di queste sue notevoli capacità e doti,  ed il suo contributo risulta ancora più importante e utile, anche in considerazione delle difficoltà oggettive, indotte ultimamente dalla malattia, mantenendo però sempre un gradissimo livello di attenzione e dedizione al proprio lavoro, con onestà e rettitudine, conseguendo risultati importanti, senza mai anteporre l'interesse del singolo.
 
L'amicizia che ci legherà sempre a Paolo è anche frutto della riconoscenza per avere condiviso l'entusiamo, le esperienze anche negative, senza limiti gerarchici o anagrafici, ma con una fortissima spinta emotiva e compartecipazione, sempre con ottimismo.
 
Grazie Paolo, ci mancherai
 
Il Consiglio Direttivo Nazionale SIED