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n. 049 del 4 luglio 2022

L’ATTENZIONE DI FISMAD ALLE PROBLEMATICHE DELLO SCREENING DEL CANCRO COLO-RETTALE

Comunicazione del Segretario Nazionale SIED

Carissimi Soci,

l’impatto dello screening organizzato sulla riduzione d’incidenza e mortalità del cancro colo-rettale è ben noto a tutti, tant’è che dal 2001 rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Ciononostante, i programmi di screening non sono decollati allo stesso modo in tutte le regioni italiane.

I dati dell’Osservatorio Nazionale Screening mettono in evidenza una sostanziale differenza tra le Regioni del centro-nord e quelle del sud Italia, sia per quanto riguarda gli inviti rivolti alla popolazione target (94% nelle regioni centro-settentrionali e 43% al sud e nelle isole), sia per quanto riguarda le adesioni (nord 50%, centro 36%, sud ed isole 31%).

A questo drammatico grido d’allarme, SIED ha risposto organizzando un recentissimo progetto di sensibilizzazione delle istituzioni sanitarie delle regioni meridionali intitolato Cancro Colo-Rettale, Screening e Coloscopia di Qualità: Criticità nel Sud Italia, coordinato dal Past President Luigi Pasquale.

Tale progetto ha visto il susseguirsi di ben 4 eventi, in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia organizzati in sedi istituzionali con la partecipazione di esperti in tema di cancro del colon retto e di esponenti degli assessorati regionali e degli osservatori regionali per lo screening del cancro colo-rettale, mettendo in mostra le carenze organizzative delle strutture regionali in termini di mancata partenza (o esagerata lentezza) dei programmi di screening da parte delle Regioni del meridione, la pochezza delle risorse e del personale dedicato a fronte degli ottimi risultati delle regioni del nord.

Tutto ciò penalizza i cittadini abitanti delle regioni meridionali, e mortifica la professionalità di gastroenterologi, endoscopisti, chirurghi ed oncologi impegnati in attività di screening nelle regioni meridionali.

Anche SIGE ha posto la propria attenzione sul problema screening conducendo uno studio su un campione di 64 ospedali in 17 regioni, da poco pubblicato su DLD on line, e valutando per la prima volta la qualità della colonscopia di screening in Italia. I dati registrano un numero significativamente più alto di colonscopie di screening (6.500) eseguite al nord rispetto al centro-sud (rispettivamente 4mila e 3mila). Stessa discrasia si rileva nel numero degli endoscopisti, che sono mediamente 6,5 per centro al nord e 5 e 3,5 al centro e al sud.

È, dunque, indispensabile che FISMAD stressi la problematica senza abbassare la guardia affinché le istituzioni pongano la massima attenzione nel sovvenzionare le attività di screening di secondo livello, come la colonscopia e tutti i fattori che ne determinano la qualità, e soprattutto monitorino il concreto svolgimento dei programmi di screening in tutta Italia.

 

Cordiali saluti,

Giuseppe Galloro

Segretario Nazionale SIED